Borgo del Tiglio Collio Bianco D.O.C. Malvasia 2024

37,00€

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Additional information

Weight1,25 kg
Region

Denomination

Producer

Harvest Year

2024

Vine variety

Description

Borgo del Tiglio Collio Bianco D.O.C. Malvasia

“La” Malvasia. Non saprei che immaginarlo al femminile il sostantivo che designa questo vino gentile e suadente.
Il nome di genere femminile è frutto sicuramente del caso. Si dice provenga da un’antica località della Grecia, portata in epoche remote dai Veneziani in Friuli e in Istria, donde l’aggettivo di “Istriana” che contraddistingue il vitigno dalle tante altre malvasie molto diverse fra loro presenti nei vigneti italiani.

Dunque mi piace questa vite semplicemente perché è bella. Qualcuno potrebbe ritenere strane queste affermazioni. Chi ha passato del tempo a lavorare in vigna può capire. Mi piacciono le foglie, larghe, lucide e glabre, di consistenza carnosa, d’un colore verde tenue, il portamento eretto e lo sviluppo contenuto della vegetazione. Mi piace la forma del legno dagli internodi corti e i nodi larghi, che conferisce al tralcio una forma mossa, sinuosa. E il colore del legno, bruno chiaro tendente al senape, molto elegante. La forma degli occhi, grandi, specie quando al risveglio primaverile si schiudono fra l’ovatta, mostrando i tenui bagliori verdi del germoglio, brillanti, fra stille di rugiada. Mi piace la forma delle bacche e quella dei grappoli che quando la vite è gestita in equilibrio, assumono un aspetto aggraziato, un po’ irregolare, smussati nella forma delle ali portano acini grandi che a maturità prendono il colore dell’oro con striature rosate. E’ accattivante l’uva quando è matura. E anche molto buona all’assaggio, a differenza di altre uve da vino. E’ una pianta poco esigente e rustica. Quando ha una certa età e il potatore l’ha trattata bene, assume una forma aggraziata, da piccolo albero. E’ una vite che amo coltivare: se nel nostro Collio si stava estinguendo, dev’esser stato che chi decideva d’estirpare non era chi l’accudiva. Oggi, per fortuna, è una vite che si sta nuovamente piantando.

Ci si ottiene un vino gentile. Va detto che a differenza di altri, il vitigno è capriccioso, sente l’annata. Ma quando la stagione è giusta, il vino assume profumi insieme spiccati e delicati. Da giovane ha un aroma che somiglia a quello della rosa, a maturità di ciò non resta traccia mentre compaiono tonalità piccanti che richiamano le spezie, in particolare il pepe bianco. Fare Malvasia è un po’ lavorare alla cieca, come quando, ragazzo, dalla zia dipingevo la creta: i colori prima della cottura sono altri da quelli che si otterranno all’uscita dal forno. Il sapore è vestito con grazia: lungo e persistente, senza essere invadente. Dei vini che produco forse è quello che più rispetta la pietanza cui è abbinato. Attenzione, quando il vino riesce, ha un corpo notevole e una personalità spiccata, però non prevarica il piatto. Forse proviene da un luogo dell’Egeo e credo debba sposarsi con un buon pesce che sappia mantenere intatto il sapore del mare, ma altri ancora potrebbero essere i matrimoni felici.

La Malvasia Borgo del Tiglio è ottenuta, nelle annate che lo consentono, con una breve macerazione a freddo del pigiato per favorire l’estrazione degli aromi dalla pellicola e dopo la pressatura il mosto è fermentato in piccoli fusti di legno generalmente di secondo o terzo passaggio. Nelle annate buone, dalla vigna più antica, si ottiene una selezione che è proposta con il nome di Italo & Bruno, i due fratelli oggi scomparsi che furono i vecchi proprietari del vigneto.

Nicola Manferrari

Borgo del Tiglio è una piccola cantina situata a Brazzano, in provincia di Goriza. Nasce grazie a Nicola Manferrari, che a 23 anni, dopo essersi laureato, inizia a lavorare presso la farmacia della mamma. Una vita troppo in “gabbia” per Nicola, che in seguito alla morte del papà venne chiamato a occuparsi di 5 ettari vitati di proprietà della famiglia. Presto Nicola si rese conto che vendemmiare, osservando lo sviluppo e la maturazione di ogni acino, gli dava molta più gioia che stare dietro al bancone della farmacia. Da quel momento fu libero di immergersi in questa nuova avventura, che lo vedeva però muoversi, non essendo né agronomo né enologo, senza veri e propri concetti cardine cui aggrapparsi durate la produzione. Decise così di imparare il francese, e dopo aver studiato il testo “Phisiologie de la Vigne” di Champagnol iniziò a sistemare i fotogrammi derivanti dalla sua esperienza in un preciso ordine, cominciando ad avere una visione chiara del lavoro in vigna e in cantina. Nicola iniziò un percorso fatto di sperimenti e innovazioni, che lo portarono a raggiungere nuovi traguardi e ad abbattere luoghi comuni fra i vignaioli locali, grazie a un approccio insolito che ne fa una delle figure più interessanti nel panorama vitivinicolo friulano.

I vigneti di Borgo del Tiglio si trovano tutti nella zona del Collio, su terreni composti da marne e arenarie che distano poco più di 20 chilometri dal mare. Gli ettari vitati sono circa 9, e sono suddivisi fra tre poderi, Ca’ delle Vallade, Brazzano e Ruttars, all’interno dei quali si coltivano Friulano, Malvasia, Chardonnay, Sauvignon, Riesling renano e Cabernet Sauvignon. La vinificazione avviene per tutti i vini in fusti di legno francese, e mira a far risaltare le condizioni specifiche di ogni terroir, ecco perché si lavora separatamente ogni parcella. I vari spostamenti che il vino subisce vengono sempre effettuati per gravità, senza utilizzare attrezzature meccaniche e riducendo così eccessive manipolazioni.

La cantina Borgo del Tiglio è una realtà principalmente focalizzata sulla realizzazione di grandi vini bianchi, caratterizzati da finezza, complessità ed equilibrio. Etichette che rispecchiano il territorio da cui provengono, dove ogni uva viene coltivata nel pieno rispetto dell’equilibrio vegetativo. Bottiglie che nascono dalla mente creativa di Nicola, da cui emerge tutta la bellezza del Collio friulano, interpretata con uno stile particolare, unico e autentico.

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