Borgo del Tiglio Collio Rosso D.O.C. Riserva Etichetta Scura 2021

62,00

5 disponibili

Categoria:

Informazioni aggiuntive

Peso1,25 kg
Regione

Denominazione

Produttore

Vendemmia

2021

Vitigno/i

,

Descrizione

Borgo del Tiglio Collio Rosso D.O.C. Riserva Etichetta Scura

Il Rosso della Centa è un merlot in purezza che nasce da un piccola vigna situata sul versante esposto a Sud-Ovest della collina di San Giorgio a Brazzano. L’appezzamento, coltivato a uva nera che si estende complessivamente per ca. un ettaro, è in buona parte coltivato a merlot. In questo splendido podere il terreno è quello del Collio, nato dalla disgregazione degli strati di marna e arenaria che, alternati, costituiscono la roccia madre delle nostre colline. La pendenza è elevata, pertanto in epoca antica fu completamente terrazzato con muri a secco. Tali terrazzamenti certamente esistevano già nella seconda metà del ‘700 quando il Conte Sebastiano Florio ultimò la costruzione della villa di cui il vigneto era una pertinenza. Durante la Grande Guerra, in seguito alla disfatta di Caporetto, l’Esercito Italiano che era di stanza nella villa occupata, prima di ritirarsi la distrusse con il fuoco assieme al suo prezioso contenuto per evitare che cadesse in mano agli austriaci. Da quell’incendio si salvò, con gli annessi rustici, il vigneto.

Quando nel 1981 entrai in possesso della piccola azienda viticola di famiglia non fui soddisfatto del merlot che ottenni dalla prima vendemmia. Fu così che nell’82 decisi di studiare la vinificazione bordolese. Dopo le annate ’82 e ’83, praticamente sperimentali, uscì per la prima volta il Rosso della Centa ’85. Anche grazie alla buona annata quel vino ebbe un grande successo di critica e di pubblico e da molti allora fu definito il primo grande rosso friulano.

rossoAl tempo il Collio era universalmente riconosciuto come la migliore area di produzione di vino bianco in Italia. Per contro i rossi friulani non erano molto apprezzati così che molti produttori ed enologi allora più bravi ed esperti di me si cimentavano nella ricerca del grande rosso friulano. Tuttavia i più erano convinti che il merlot fosse un vitigno minore così che era con il cabernet che si misuravano, vitigno che tuttavia in zona era in gran parte carmenere, un vitigno minore di origine bordolese. Accadde che io allora avessi solamente quel mezzo ettaro di merlot e dunque fu con quello e non con altro che dovetti tentare una vinificazione bordolese. Il Centa ’85 quando a inizio del ‘88 uscì ebbe un successo strepitoso. Con quella vendemmia dell’88 si produssero in Collio e nel resto del Friuli Orientale diversi merlot molto buoni sfatando il luogo comune che il nostro terroir non fosse adatto alla produzione del vino rosso. Le argille originate dalle nostre marne del Collio sono certamente più adatte a merlot che a cabernet, vitigno che predilige terreni sciolti.

Dopo quella prima produzione ne sono seguite poche altre, in quanto solo con le annate molto importanti questo merlot è imbottigliato come Rosso della Centa: in media una su tre. Il piccolo vigneto che fu piantato nel 1970 con viti di merlot di una selezione Ferrari, dà un vino che quando c’è esprime un carattere olfattivo inconfondibile, un po’ piccante, che ricorda il peperone. Quando il Centa non è prodotto il vino è destinato all’assemblaggio col Cabernet-Sauvignon, che fu piantato negli anni seguenti, per dare il “Collio Rosso” o il Collio Rosso Riserva, gli altri rossi che produciamo. Alla fine del 2017 anche quel vigneto di cabernet sauvignon è stato spiantato.

Negli anni che seguirono l’85 s’è cercato di migliorare il “Centa” arricchendolo ma senza sacrificarne freschezza e bevibilità. In questo senso il lavoro determinante è stato fatto in campagna, diminuendo gradualmente la produzione, cercando di mantenere le viti in un equilibrio ottimale all’alta qualità. Intanto in cantina le tecniche si sono perfezionate sulla scorta dell’esperienza che veniva maturando. L’obiettivo, tuttavia, è rimasto sempre lo stesso: un vino pieno di tante cose, tutte legate insieme in un quadro di eleganza ed equilibrio. Il risultato è un rosso teso e insieme dissetante.

Nicola Manferrari

 

Borgo del Tiglio è una piccola cantina situata a Brazzano, in provincia di Goriza. Nasce grazie a Nicola Manferrari, che a 23 anni, dopo essersi laureato, inizia a lavorare presso la farmacia della mamma. Una vita troppo in “gabbia” per Nicola, che in seguito alla morte del papà venne chiamato a occuparsi di 5 ettari vitati di proprietà della famiglia. Presto Nicola si rese conto che vendemmiare, osservando lo sviluppo e la maturazione di ogni acino, gli dava molta più gioia che stare dietro al bancone della farmacia. Da quel momento fu libero di immergersi in questa nuova avventura, che lo vedeva però muoversi, non essendo né agronomo né enologo, senza veri e propri concetti cardine cui aggrapparsi durate la produzione. Decise così di imparare il francese, e dopo aver studiato il testo “Phisiologie de la Vigne” di Champagnol iniziò a sistemare i fotogrammi derivanti dalla sua esperienza in un preciso ordine, cominciando ad avere una visione chiara del lavoro in vigna e in cantina. Nicola iniziò un percorso fatto di sperimenti e innovazioni, che lo portarono a raggiungere nuovi traguardi e ad abbattere luoghi comuni fra i vignaioli locali, grazie a un approccio insolito che ne fa una delle figure più interessanti nel panorama vitivinicolo friulano.

I vigneti di Borgo del Tiglio si trovano tutti nella zona del Collio, su terreni composti da marne e arenarie che distano poco più di 20 chilometri dal mare. Gli ettari vitati sono circa 9, e sono suddivisi fra tre poderi, Ca’ delle Vallade, Brazzano e Ruttars, all’interno dei quali si coltivano Friulano, Malvasia, Chardonnay, Sauvignon, Riesling renano e Cabernet Sauvignon. La vinificazione avviene per tutti i vini in fusti di legno francese, e mira a far risaltare le condizioni specifiche di ogni terroir, ecco perché si lavora separatamente ogni parcella. I vari spostamenti che il vino subisce vengono sempre effettuati per gravità, senza utilizzare attrezzature meccaniche e riducendo così eccessive manipolazioni.

La cantina Borgo del Tiglio è una realtà principalmente focalizzata sulla realizzazione di grandi vini bianchi, caratterizzati da finezza, complessità ed equilibrio. Etichette che rispecchiano il territorio da cui provengono, dove ogni uva viene coltivata nel pieno rispetto dell’equilibrio vegetativo. Bottiglie che nascono dalla mente creativa di Nicola, da cui emerge tutta la bellezza del Collio friulano, interpretata con uno stile particolare, unico e autentico.

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